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Il Cammino dei Fari
Da Malpica a Finisterre, il percorso lungo la Costa della Morte in Galizia
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Il Cammino dei Fari (O Camiño dos Faros) è un percorso di 200 chilometri collega la cittadina marinara di Malpica con il leggendario Capo Finisterre, snodandosi lungo la selvaggia Costa da Morte, nella provincia di A Coruña, in Galizia. Il mare è il protagonista assoluto di questo cammino, che abbraccia letteralmente l'oceano per tutta la sua lunghezza, toccando tutti i fari e i principali punti di interesse di questa costa affascinante e impervia.
Diversamente dai tradizionali cammini giacobei, questo percorso celebra la relazione millenaria tra l'uomo e l'oceano Atlantico, attraversando paesaggi di una bellezza primordiale: spiagge deserte, dune argentate, scogliere vertiginose, estuari, boschi che si affacciano sul mare e antichi villaggi di pescatori. Il percorso, è stato riconosciuto dal prestigioso quotidiano britannico The Telegraph tra le "50 migliori avventure al mondo", offre un'immersione totale nella natura selvaggia galiziana, tra dolmen preistorici, insediamenti fortificati celtici (castros) e, naturalmente, i fari che da secoli guidano i naviganti attraverso queste acque temute e rispettate.
Mappa del Il Cammino dei Fari
Le nostre guide
Storia e caratteristiche del cammino
La Costa da Morte deve il suo nome alla sua storia tragica. Questo tratto di litorale detiene il primato mondiale per il numero di naufragi avvenuti nel corso dei secoli: l'intenso traffico marittimo, le rocce insidiose che emergono dalle acque, le correnti e i temibili temporali hanno reso queste acque le più pericolose d'Europa. Il nome stesso "Costa da Morte" appare per la prima volta nel 1904 sul giornale coruñense "Noroeste", in seguito al naufragio della nave inglese Serpent che nel 1890 causò la morte di quasi 200 marinai britannici. Fu proprio dopo questa tragedia che le autorità britanniche sollecitarono il rafforzamento della segnalazione costiera, portando alla costruzione di numerosi fari tra il XIX e il XX secolo, tra cui il maestoso Faro Vilán, il primo faro elettrico, inaugurato nel 1896.
Il Cammino dei Fari, nella sua forma attuale, è nato nel dicembre 2012 dall'iniziativa di un gruppo di amici galiziani, chiamati affettuosamente "Trasnos" (i folletti), che decisero di esplorare i sentieri percorsi dai pescatori e dai raccoglitori di percebes (i crostacei che crescono sulle rocce battute dalle onde) per creare un itinerario continuo lungo la costa. In diverse settimane completarono l'impresa, collegando Malpica a Finisterre rimanendo il più possibile vicino al mare. Quella che iniziò come un'avventura personale si è trasformata in un progetto collaborativo senza scopo di lucro, che ha dato vita a uno dei sentieri costieri più spettacolari della Galizia, se non dell'intera Europa.
Il percorso presenta una difficoltà media che tende ad aumentare progressivamente con l'avanzare delle tappe. La costa è ripida, con un dislivello complessivo di 5000 metri positivi e 5000 negativi. Il terreno è vario: sentieri stretti tra le rocce, spiagge sabbiose, tratti di bosco e occasionali passaggi su strade rurali. La segnaletica, costituita da frecce verdi e impronte di piedi stampate sulle rocce, guida i camminanti attraverso questo labirinto naturale, dove ogni curva del sentiero rivela un panorama mozzafiato sull'Atlantico.
Il percorso del Cammino dei Fari
Il viaggio inizia nel piccolo porto di Malpica, un autentico villaggio di pescatori dove l'odore salmastro si mescola al vento. Da qui, il cammino si dirige verso nord, lambendo una serie di spiagge incastonate tra le scogliere: la Playa de Area Maior, la selvaggia Seaia, Beo con le sue acque turchesi, Seiruga e Barizo. All'orizzonte si profilano le sagome enigmatiche delle Isole Sisargas, rifugio di cormorani e gabbiani, mentre il primo faro del percorso, quello di Punta Nariga, veglia sulla costa con la sua caratteristica torre bianca. Il cammino prosegue verso la spettacolare Playa de Niñóns, un gioiello nascosto raggiungibile attraverso un sentiero impegnativo che serpeggia tra le scogliere.
Da Niñóns, il percorso attraversa piccole insenature e promontori rocciosi prima di raggiungere Ponteceso, il paese natale di Eduardo Pondal, il poeta che scrisse l'inno della Galizia. Qui il cammino attraversa il ponte sul fiume Anllóns e abbandona temporaneamente la costa per addentrarsi nell'entroterra, incontrando due tesori archeologici: il magnifico Dolmen de Dombate, uno dei monumenti più importanti dell’arte megalitica galiziana, decorata con incisioni rupestri policromeri e il Castro de Borneiro, un antico insediamento celtico che conserva ancora tracce delle sue mura circolari. Questa tratto culmina sulla vetta del Monte Castelo de Lourido, il punto più alto dell'intero cammino a 312 metri sul livello del mare, da cui lo sguardo abbraccia un panorama infinito di oceano e terra.
Scendendo dal monte, il sentiero ritorna alla costa esplorando il litorale frastagliato di Cabana de Bergantiños, una successione di grotte marine, spiagge nascoste e formazioni rocciose modellate da millenni di erosione. Si attraversa la Punta do Cabalo prima di giungere a Laxe, un paese marinaro che si affaccia su un'ampia baia di sabbia bianca. Dopo una salita si raggiunge il faro di Laxe, costruito nel 1920 da cui si possono ammirare due bellezze naturali: l’insenatura A Furna da Espuma e la spiaggia dei cristalli, la Praia dos Cristais.
Dal faro, poi, il percorso segue l’Enseada da Baleeira, offrendo subito ampie vedute sulla Roccia do Castro, sulla Ruta da Insua e sulla spiaggia di Soesto. Il sentiero costiero scorre sopra le scogliere e conduce verso Punta de Catasol, per poi scendere sull’ampio arenile di Soesto, caratterizzato da sabbia chiara e onde alte che si infrangono con forza sull’oceano. Alle spalle della spiaggia si estende una zona lagunare.
Attraverso passerelle in legno si lascia Soesto e si prosegue in direzione della spiaggia di Traba, attraversando un ambiente dominato da dune sabbiose e dalla laguna circondata da canneti. Quest’area protetta è frequentata da camminatori e ciclisti ed è un importante punto di osservazione per numerose specie di uccelli, soprattutto nei mesi invernali e durante il periodo di nidificazione. La vegetazione è tipica della costa galiziana, con specie adattate al suolo sabbioso e salmastro.
Alla fine della spiaggia di Traba si raggiunge Mórdomo, dove il cammino riprende lungo il sentiero costiero entrando in uno dei tratti più suggestivi del Camiño dos Faros. Il paesaggio cambia nuovamente avvicinandosi a O Cuello da Señora, un’area protetta caratterizzata da grandi rocce granitiche scolpite dal vento e dal mare, che formano un vero e proprio anfiteatro naturale incorniciato dalle pinete.
Il percorso continua tra scogliere e rocce levigate fino al Coído de Sabadelle, una spiaggia di ciottoli che conserva il ricordo del suo passato come porto baleniere. Poco oltre si arriva a Camelle entrando dal mare e dal piccolo porto peschereccio. Il paese è noto per il museo dedicato a Man, l’artista tedesco che visse qui per molti anni e per la sua casa con il giardino di sculture affacciato sulla costa.
Da Camelle il sentiero si fa più dolce e attraversa campi e zone rurali fino a Porto da Lagoa, con una grande spiaggia dalle acque tranquille. L’ultimo tratto conduce ad Arou, un piccolo borgo dove si incontrano granai tradizionali e una vita locale ancora fortemente legata alle tradizioni.
Da qui parte uno dei milgiori sentieri escursionistici e la Costa da Morte mostra il suo volto più severo: le scogliere di Cabo Roncudo, con il suo faro storico, si ergono come bastioni contro la furia dell'oceano, mentre la Playa de Lobeiras e i dintorni del Cabo Vilán conservano testimonianze tangibili della tragedia marittima, tra cui il suggestivo Cimitero degli Inglesi, dove riposano i marinai del Serpent. Proprio qui si eleva il Faro di Vilán, uno dei più imponenti della Galizia e luogo magico del Cammino dei Fari.
Da Vilán, attraverso un sentiero che costeggia la costa, si giunge al porticciolo di Camariñas. Da qui il cammino intraprende la sua tappa più lunga, attraversando l'intera Ría de Camariñas. Il paesaggio cambia carattere: villaggi tranquilli, spiagge serene alla foce del Río Grande e la straordinaria Praia do Lago accompagnano il camminante fino a Muxía, uno dei luoghi più carichi di spiritualità dell'intera Galizia. Dopo aver risalito il Monte Corpiño, si raggiunge il Santuario da Virxe da Barca, uno dei luoghi mariani più venerati della penisola iberica, circondato da rocce leggendarie a cui la tradizione attribuisce poteri miracolosi. Il Faro di Muxía, che sorge poco distante su un promontorio battuto dai venti, offre viste mozzafiato sull'immensità dell'Atlantico, mentre a poca distanza si può ammirare La Ferida, una scultura commovente dedicata alle vittime del disastro della petroliera Prestige nel 2002.
Da qui parte il tratto più impegnativo del percorso, caratterizzato da 10 chilometri di continui saliscendi da Lourido a Moreira. Dopo aver raggiunto la spiaggia di Moreira, la tappa entra in una seconda parte decisamente più agevole. Da qui si prosegue lungo una strada sterrata che accompagna fino a Touriñán, dove sulla destra si staglia il Faro di Touriñán: è il punto più occidentale non solo del Camiño dos Faros, ma di tutta la Spagna continentale. Nell’ultima parte del percorso si attraversano Insua do Castelo e il Coído de Touriñán, per poi salire fino al Mirador. Da qui, seguendo una strada che passa accanto al piccolo villaggio di Talón, si arriva infine alla spiaggia di Nemiña. Il tratto finale del cammino parte proprio da questa spiaggia, una distesa di sabbia dorata incastonata tra scogliere granitiche e si snoda attraverso paesaggi sempre più selvaggi e solitari. Si attraversa il Castro de Castromiñán, un sito archeologico di cui si intravedono a malapena le mura esterne e si sale sul Monte do Facho, una vetta considerata sacra fin dai tempi preromani. Ed ecco che, dopo giorni di cammino, appare finalmente il Faro di Finisterre, l'ultimo guardiano della costa, eretto sul promontorio roccioso che per secoli fu considerato il limite occidentale del mondo conosciuto. Qui, dove l'Europa si tuffa nell'oceano, il cammino trova la sua naturale conclusione, mentre il sole tramonta colorando le acque di rosso e oro, regalando al pellegrino un momento di pura contemplazione davanti all'infinito.
Come raggiungere Malpica
In Aereo e Autobus: Il modo più pratico per raggiungere il punto di partenza del Cammino dei Fari è volare all'Aeroporto di A Coruña o, in alternativa, all’Aereoporto di Santiago de Compostela. Dalla stazione degli autobus di A Coruña, si può prendere un autobus della compagnia Arriva Galicia che collega la città con Malpica e prevede un cambio a Carballo (il viaggio totale richiede circa 2 ore). In alternativa, dall'Aeroporto di Santiago, si può raggiungere in treno o in autobus la Coruña e da lì procedere in autobus (vedi sopra) oppure prendere un autobus che raggiunge Malpica con cambio a Carballo. È consigliabile verificare gli orari aggiornati sui siti delle compagnie Transporte de Galicia e Arriva Galicia.
In Treno: La rete ferroviaria della RENFE collega la Galizia con il resto della Spagna e dell'Europa. La stazione ferroviaria più vicina a Malpica si trova a Santiago de Compostela e A Coruña, da cui partono treni ad alta velocità (AVE) e regionali verso le principali città spagnole. Dalla stazione di Santiago, si può prendere un autobus della compagnia Transporte de Galicia che effettua il collegamento con Malpica in circa 1 ora e 35 minuti (il servizio parte dalla fermata di Vista Alegre). Un'alternativa è prendere un treno regionale per A Coruña e da lì proseguire in autobus verso Malpica.
Quando percorrere il Cammino dei Fari
La Galizia è caratterizzata da un clima atlantico con abbondanti precipitazioni durante tutto l'anno, ma ogni stagione offre un'esperienza diversa lungo il Cammino dei Fari. La primavera (aprile-giugno) è probabilmente il periodo ideale: i prati costieri si riempiono di fiori selvatici, le temperature sono miti (15-20°C) e le giornate si allungano, offrendo più ore di luce per camminare. Le piogge sono ancora frequenti ma generalmente brevi e il paesaggio si presenta nel suo massimo splendore verde.
L'estate (luglio-agosto) porta giornate più calde (20-25°C) e meno piovose, ma è anche il periodo di maggiore affluenza turistica, specialmente nelle località più conosciute come Muxía e Finisterre. Le lunghe giornate estive permettono di godere di tramonti tardivi sull'oceano e la temperatura dell'acqua diventa ideale per tuffarsi nelle spiagge lungo il percorso. Tuttavia, la nebbia mattutina può essere presente anche in estate.
L'autunno (settembre-novembre) regala una luce particolare, con colori più caldi e atmosfere malinconiche che si sposano perfettamente con il carattere della Costa da Morte. Settembre e ottobre sono mesi ancora piuttosto clementi, con temperature piacevoli e meno turisti. Da novembre le piogge si intensificano e le giornate si accorciano notevolmente, rendendo il cammino più impegnativo e, in alcuni tratti rocciosi, potenzialmente pericoloso per via del terreno scivoloso.
L'inverno (dicembre-marzo) è sconsigliato per percorrere l'intero cammino, a meno di non essere escursionisti molto esperti. Le temperature si aggirano tra i 10 e i 15°C durante il giorno, ma l'umidità e il vento atlantico rendono la sensazione termica molto più fredda. Le piogge sono frequenti e abbondanti e i temporali possono durare giorni. Inoltre, alcuni servizi di ristorazione e alloggio potrebbero essere chiusi in questo periodo. Tuttavia, per chi cerca solitudine assoluta e non teme le intemperie, l'inverno offre l'opportunità di vivere la Costa da Morte nel suo aspetto più selvaggio e autentico, con l'oceano in tempesta che si infrange contro le scogliere in uno spettacolo di potenza primordiale.
Il periodo migliore consigliato va da maggio a inizio ottobre, con una preferenza particolare per maggio-giugno e settembre, quando si ha il miglior equilibrio tra condizioni climatiche favorevoli e minore affluenza di visitatori.
Consigli pratici per il camminante
Il Cammino dei Fari, a differenza dei tradizionali cammini giacobei, non dispone di una rete capillare di albergue per pellegrini. Gli unici albergue si trovano verso la fine del percorso, nelle località di Muxía, Lires e Finisterre, grazie alla sovrapposizione con il popolare Cammino di Finisterre e Muxía. Esiste anche un dormitorio condiviso a Camelle. Per il resto del percorso, è necessario alloggiare in hotel, pensioni, case rurali o appartamenti turistici. La buona notizia è che, fuori dalla stagione di punta estiva, i prezzi degli alloggi sulla Costa da Morte sono generalmente accessibili. È fondamentale prenotare in anticipo, specialmente nelle prime tappe dove le opzioni di alloggio sono limitate o addirittura assenti nei punti suggeriti come fine tappa. Molti camminanti scelgono di modificare il piano delle tappe originale per farle coincidere con località dove è disponibile un alloggio adeguato, affidandosi eventualmente ai taxi locali per raggiungere il punto di partenza del giorno successivo.
La segnaletica del cammino è generalmente buona, costituita principalmente da frecce verdi e dalle caratteristiche impronte di piedi dipinte sulle rocce lungo i sentieri dei raccoglitori di percebes. Tuttavia, in alcuni tratti più remoti i segnali possono essere meno frequenti e la presenza di vegetazione invasiva in certi periodi dell'anno può nascondere il percorso. È caldamente consigliato scaricare le tracce GPX. In diverse zone, specialmente nell'entroterra e lungo alcune scogliere, la copertura della rete mobile può essere assente, quindi è essenziale non fare affidamento esclusivamente sul telefono.
L'equipaggiamento deve essere scelto con attenzione: scarpe da trekking robuste con una buona suola antiscivolo sono indispensabili, dato che il terreno varia continuamente tra rocce, sabbia, sentieri fangosi e occasionali tratti di asfalto. I bastoncini da trekking sono fortemente consigliati per affrontare i numerosi saliscendi e per mantenere l'equilibrio sui tratti rocciosi. Un impermeabile di qualità è assolutamente necessario: in Galizia si dice che non esiste il maltempo, solo abbigliamento inadeguato. Portare anche uno zaino impermeabile o una copertura antipioggia per lo zaino, così come sacchetti stagni per proteggere elettronica e documenti. La crema solare e un cappello sono essenziali, poiché anche con il cielo nuvoloso la riflessione del sole sull'oceano può causare scottature. Non dimenticate una borraccia capiente: lungo alcune tappe l'acqua potabile può essere difficile da trovare.
Per quanto riguarda il cibo, nelle località più grandi come Ponteceso, Laxe, Camariñas, Muxía e Finisterre si trovano supermercati e bar dove rifornirsi, ma è saggio portare sempre con sé snack energetici come frutta secca, barrette e cioccolato, poiché in alcune tappe lunghe i punti di ristoro sono scarsi o inesistenti. La gastronomia galiziana merita di essere assaporata: polpo alla galiziana, percebes freschi, pescato del giorno, empanadas ripiene di tonno o carne e i formaggi locali. Accompagnate i pasti con un bicchiere di Albariño o Ribeiro, i vini bianchi tipici della regione, perfetti con i frutti di mare.
Perché scegliere il Cammino dei Fari
In un'epoca in cui i cammini più famosi, come quello di Santiago, vedono crescere esponenzialmente il numero di pellegrini, il Cammino dei Fari rappresenta un'alternativa preziosa per chi cerca autenticità e solitudine. Durante intere giornate di cammino è possibile incontrare appena una manciata di altri escursionisti e molte delle spiagge attraversate rimangono completamente deserte anche in piena estate. Questa dimensione intimista permette una connessione profonda con la natura e con se stessi, lontano dalla frenesia e dal sovraffollamento che caratterizza le rotte più battute.
L'unicità dei paesaggi è forse l'elemento che più distingue questo percorso: la Costa da Morte è un concentrato di bellezza selvaggia dove l'oceano Atlantico si mostra in tutte le sue forme, dalla tranquillità cristallina delle calette riparate alla furia delle onde che si infrangono contro le scogliere durante i giorni di tempesta. Le tonalità del mare cambiano continuamente, dal turchese profondo al grigio tempestoso, creando uno spettacolo visivo che non si ripete mai. I tramonti che si possono ammirare da questi luoghi sono tra i più spettacolari d'Europa: quando il sole scende all'orizzonte colorando le acque di rosso e oro, si comprende perché gli antichi romani chiamavano questo luogo Finisterre, il fine della terra.
La ricchezza culturale del percorso aggiunge profondità all'esperienza fisica. Camminare tra dolmen neolitici come quello di Dombate significa toccare con mano cinquemila anni di storia umana, mentre esplorare i castros celtici come quello di Borneiro evoca l'antica civiltà che abitò queste terre prima dell'arrivo dei romani. I fari storici non sono solo punti di riferimento visivo, ma custodiscono storie di guardiani solitari, di naufragi e di salvataggi eroici. Il Santuario da Virxe da Barca a Muxía, con le sue rocce leggendarie che secondo la tradizione non scivolerebbero mai in mare, rappresenta la fusione perfetta tra cristianesimo e antiche credenze precristiane, in quella sintesi religiosa che caratterizza tutta la Galizia.
L'esperienza spirituale che il cammino offre è di natura diversa rispetto ai percorsi giacobei tradizionali, ma non meno intensa. Non si tratta di un pellegrinaggio religioso nel senso classico, ma piuttosto di un viaggio contemplativo dove la grandiosità della natura induce alla riflessione e alla meditazione. Il ritmo lento del camminare, il suono costante delle onde, l'immensità dell'orizzonte oceanico hanno un effetto quasi ipnotico che aiuta a liberare la mente dalle preoccupazioni quotidiane. Molti camminanti descrivono il Cammino dei Fari come un'esperienza di purificazione e rinnovamento interiore, dove il confronto con la potenza dell'oceano e con la propria resistenza fisica porta a una maggiore consapevolezza di sé.
Questo cammino si rivolge principalmente a escursionisti esperti che cercano una sfida fisica significativa ma non estrema, a amanti della natura che desiderano immergersi in ecosistemi costieri incontaminati, a fotografi e artisti in cerca di paesaggi straordinari e a viaggiatori indipendenti che apprezzano la possibilità di tracciare il proprio percorso senza seguire le masse. È ideale anche per chi ha già percorso il Cammino di Santiago e desidera scoprire un'altra faccia della Galizia, meno conosciuta ma altrettanto affascinante. Non è un cammino adatto a chi cerca comfort e servizi turistici abbondanti, né a escursionisti alle prime armi, ma per chi è disposto ad accettare le sue sfide, il Cammino dei Fari offre un'esperienza che rimarrà impressa nella memoria e nel cuore per sempre.
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